Hazymaze

A spasso per il mio cervello senza torcia nè planimetria!
lunedì, 09 marzo 2009

A denti stretti

Fior fiori di studi: un florilegio di studi per addobbare la realtà e renderla più simile ai propri desideri!
Rispettare gli interlocutori è un esercizio davvero improbo di fronte a certi campioni: colpire e sorridere! Offendere e minimizzare! Ipocriti da competizione!
Anche Hitler aveva a sua disposizione fior fiori di studiosi, artisti, scienziati: a quel tempo la Germania del fuhrer giganteggiava agli occhi di gran parte del mondo. Ogni epoca ha i suoi miti e i suoi demoni: ma la storia ha un gran senso dell'umorismo! Ricordo gli ebrei in cattedra a censurare ogni fiato non approvato e sottoscritto! Oggi lottano contro la vigliaccheria di chi li difendeva a spada tratta; umiliati dalla follia di chi associa la loro stella alla svastica; colpiti ai confini e nelle sedi internazionali. Domani su chi sarà puntato l'indice beffardo della storia? L'islam chiede più spazio. La laicità dello stato chiede nuovi sacrifici. Le contraddizioni stanno per esplodere! L'ecpirosi è vicina!
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domenica, 08 febbraio 2009

Capolino

Sembrano passati secoli dall'ultima volta che ho lasciato un segno del mio passaggio!
Molto di questa mia defezione è dovuto agli impegni che mi trattengono al di qua del monitor, nella realtà non virtuale.
Ma molto è dovuto anche a quello che si può definire il problema degli argomenti: finchè lascio libero me stesso da qualsiasi proposito od orientamento nella definizione degli scopi del blog, si autodetermina la condizione per una mia presenza costante, ancorchè frivola. Ma nell'esatto momento in cui assecondo la mia indole più profonda, quella cioè per cui sento la necessità di prender posizione, di esporre un punto di vista sull'universo esperienziale in cui sono immerso, rimango inprigionato e crocifisso a un doppio ordine di vincoli.
Il primo riguarda la lucidità necessaria a raccogliere, a fine giornata, l'articolata serie di argomentazioni che la mia mente elabora durante la giornata medesima, quel cospicuo ammontare di pensieri giustapposti, giustificazioni, obiezioni e affermazioni che, una volta allineati con ordine tassativo, darebbero forma a considerazioni tutt'altro che inconsistenti. Troppo spesso la stanchezza prevale; ancor più frequentemente, è la stessa riottosità degli argomenti, che si affollano, spingono, incalzano per accedere con priorità alla materia, a rendere oltremondo gravoso riuscire a tenere la via senza sbandare.
La seconda causa di difficoltà riguarda le remore, il pudore verso ipotetici (a dir il vero, molto poco probabili) lettori: anche se la forza dei pensieri e dello sdegno, a volte, sospinge verso forme espressive provocatorie e libere, d'altra parte la comunicazione richiede avvicinamento. Ancor prima e a maggior ragione, poi, è il mio stesso carattere, tendenzialmente problematico, a rifiutare gli impeti argomentativi: alla fine di uno scritto tagliato con l'accetta, privato della paziente opera di levigatura, qui ruvido, qui solo abbozzato, sono proprio io il primo a sentirsi respinto da quanto prodotto e a non riuscire ad accogliere come mio un testo che nasce, il più delle volte, da genuine e condivise intenzioni.
A questo punto, un modo per riappropriarmi del mio orticello virtuale sarebbe quello di deporre, nuovamente, propositi speculativi troppo seriosi.
Chi lo sa? A volte sembra che la realtà metta tutto l'impegno possibile per far vibrare le corde più nascoste della coscienza!
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sabato, 06 dicembre 2008

Brocarda

Attribuire l'affermazione, secondo cui il diritto non è mai stata una scienza esatta, ad un sociologo o ad un matematico non mi ha mai sconvolto: il primo deve descrivere i fenomeni sociali per quello che sono, al fine di non sottrarsi alla sua coerenza professionale; il secondo è abituato ad operare con la geometrica ed infallibile astrattezza della necessità pura, che non ammette le approssimazioni funzionali e le categorie elastiche tipiche del diritto, il quale per non essere una vacua e inutile speculazione dogmatica, deve poter abbracciare la realtà, con le sue contraddizioni, sfumature e i suoi margini di imprecisione.
Ma leggere la stessa proposizione, su un testo licenziato da un giurista, per di più per legittimare una decisione per sua stessa ammissione sistematicamente insoddisfaciente e claudicante, un'interpretatio abrogans della specie più deteriore, al solo dichiarato scopo di colmare un presunto difetto dell'ordinamento, per emendare una norma che non lusinga i suoi capricci, mi lascia esterrefatto, mi fa venire le vertigini, mi getta sull'orlo di un precipizio di sgomento e horror vacui.
Il giurista ha l'obbligo professionale di credere religiosamente nella perfezione della sua scienza, che non è mera acquisizione mnemonica di una serie disordinata di petizioni di principio: la scienza giuridica è capacità di desumere regole, per i casi concreti della vita, da un sistema normativo presupposto e imprescindibile, di cui devono essere tenute insieme tutte le parti con un lavorio interpretativo instancabile e certosino ma indefettibilmente ossequioso verso quel prius che è la disposizione legale. I suoi massimi punti di riferimento devono essere la logica e la morale: morale che è a sua volta scienza, opera di deduzione dai principi primi, di interpretazione dell'evoluzione sociale. Le sue possibilità si estendono all'analogia, all'estensione, all'interpretazione conforme, alla critica se del caso. Quando il dato letterale, al di là del diritto vivente, della consuetudine, del sistema, diventa un limite insormontabile, il giurista ha il dovere sacrosanto di inchinarsi e di deferire il problema ad altra sede. Se può (come si può in Italia), deferirà la questione alla Corte Costituzionale, altrimenti si rimetterà al legislatore: ma, finchè non interverrà una riforma, dovrà ossequiosamente chinare il capo.
E non è questione di spirito servile ma di tenuta del sistema: nel momento in cui il giudice si sostituisce al diritto, egli perde tutta la sua autorità, diviene arrogante espressione di arbitrio, nessuno è più tenuto a conformarsi alle sue decisioni. Da sacerdote del diritto, diviene il suo carnefice. E zinbello della società civile.
Erubescimus sine lege loquentes.
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categoria: sfoghi, studio, travasi di bile, commenti sul mondo, brocarda iuris


lunedì, 24 novembre 2008

1789

Le società intermedie: se ne fa tanto un gran parlare, soprattutto con il pretesto del nuovo art. 1184 Cost.
Eppure io resto scettico: società intermedie si traduce con sindacati, associazioni, enti, no profit! In alcuni casi si parla di realtà meritevoli! Ma, al di là del merito, sono fenomeni che rischiano di assorbire l'essere umano, di fagogitarlo, di sminuirlo! L'art. 2 Cost. dovrebbe servire da baluardo contro questa possibilità: però, visto il modo, partigiano e malizioso, con cui si interpreta la Legge suprema, il timore non riesce a spegnersi! Dopo aver combattuto lo strapotere statale, declinato sotto tutti i possibili angoli prospettici nel secolo appena trascorso, rischiamo di ritrovarci in un totalitarismo più sbiadito ma, proprio per questo, più pericoloso e subdolo! Dopo aver assistito all'indebolimento e alla delegittimazione dello Stato, ora il nuovo nemico dell'uomo sembra essere un'altra delle sue creature dalla memoria più gloriosa. Universitates, societates, corporationes: l'individuo rischia una nuova aggressione mortale.
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categoria: studio, confessioni, preoccupazioni, brocarda iuris


domenica, 23 novembre 2008

Cambio di stagione

Il senso di smarrimento ti coglie d'improvviso, come fa il vento! Certo, lo si può prevedere da alcuni segnali, da variazioni di pressione, dal cambiamento di temperatura! Ma non puoi mai dire quando arriverà esattamente: cammini per la tua strada senza dare importanza alle cose ed, ecco, improvvisamente ti scuote.
È come quando ci si sveglia di notte senza una ragione e si resta nel buio ad occhi aperti, senza riuscire a ridare forma a spazi familiari e consueti.
Come quando il nastro di un'audiocassetta si attorciglia tra i rulli del mangianastri e bisogna rimettere tutto a posto ma, intanto, il prima si è aggrovigliato con il dopo e non si può andare avanti nè indietro.
Sono attimi o mesi: si fa silenzio dentro la testa, i pensieri si siedono e tu cominci a considerarli uno ad uno! Sai che sono tuoi, li conosci, ti sono familiari: alcuni, che credevi di aver accantonato, sono più in forma che mai; altri, più nuovi ed energici, mostrano qualche segno di cedimento.
Si apre la stagione del confronto, della sintesi, la creazione di nuove tesi, l'antitesi a ciò che eri ieri: l'assoluto si sviscera tra le pieghe dell'anima.
Domani sarò qualcosa di nuovo: lo stesso di ieri!
postato da demiurgo77 alle ore 21:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: filosofia, biografia, confessioni, pensieri in libertà, aforismi allucinati


domenica, 09 novembre 2008

Propositi

Volevo scrivere qualcosa su Piero Calamandrei, la Costituzione e la democrazia mancata. Ma per oggi ho già dato, al di là delle aspettative! Mai fare ipoteche sul futuro!
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domenica, 09 novembre 2008

@LibreFemme

Ho ricevuto un commento a un post relativamente poco recente: questo! Sinceramente, mi ha lasciato perplesso! Comunque pubblico la risposta come nuovo post! Perchè? Perchè mi piace!

Temo che il tuo italiano sia molto diverso dal mio, visto che non mi pare si possa ravvisare, in una sola parola da me adoperata, il senso che tu attribuisci al mio scritto. Comunque mi divertirò a punzecchiare i tuoi pregiudizi.
Lasciamo stare la figura controversa di Pio XII, comunque rivalutato dalla storiografia attuale. Perchè Benedetto XVI sarebbe nazista?
Perchè è tedesco e i tedeschi si son dannati per l'eternità per aver avuto tra loro un imbianchino nano e megalomane di nome Adolf Hitler? Perchè, a differenza del predecessore, non è un morto che cammina, pilotato dalla propaganda delle alte sfere vaticane e ha ricominciato a parlare di teologia, oltre che di politica? Perchè si vocifera che sia stato mebro di gioventù hitleriana, come la stragrande maggioranza dei giovani tedeschi di allora, così come la stragrande maggioranza dei giovani italiani son stati inquadrati nell'opera nazionale balilla, anche se poi alcuni di loro han preso la via del bosco, diventando partigiani?
Il papa sapeva dei preti pedofili? Li ha accusati duramente: i preti son uomini; gli uomini possono peccare! Il papa avrebbe potuto dire che Cristo perdona tutti, che tutti hanno la possibilità di ricominciare: invece ha detto chiaramente che non c'è spazio per questi uomini nelle schiere dei sacerdoti!
I massacri in Africa? I massacri piacciono molto all'essere umano: è un gioco che lo fa sentire molto vicino a Dio! Il giudizio finale, la lotta contro il male! Poi ci si scotta, arriva sempre quel momento! Ci son passati gli asiatici, che hanno una storia molto lunga e hanno avuto il tempo di dimenticare gli orrori dei loro imperi passati: per questo han da poco ricominciato a giocare! Gli europei son più giovani: han giocato fino a ieri e ora sembrano stanchi! Ma già, di quando in quando, scendono in piazza gridando di voler eliminare il male del mondo! Gli africani, sono i più giovani di tutti: qualche partita di riscaldamento l'han già giocata ma, adesso, si preparano a fare sul serio! Credi tu, veramente, di avere qualcosa da dir loro? Forse ce l'hai! Ma, alla fine, per i popoli vale la stessa regola che vale per i bambini: finchè li rimproveri e gli impedisci di fare esperienza, non capiranno mai il pericolo che corrono! Solo chi si scotta, capisce che il fuoco brucia! Puoi dire che son cinico e, forse, hai ragione! Ti ricordo però che, ogni volta che qualcuno ha deciso di realizzare una sua idea, convinto di realizzare il paradiso in terra, ha segnato con il sangue la propria memoria! E Giambattista Vico lo diceva già 3 secoli fa: l'uomo progredisce ma, su un piano evolutivo superiore, la storia si ripete! Sempre!
Concludendo: convengo con te sul valore della storia come monito e insegnamento. Però, certe volte, quando la memoria diviene un pretesto, quando il ricordo diviene un ricatto, quando, oltre al letto del fiume, si pretende che resti la stessa anche l'acqua che dentro vi scorre, avvengono cose tristi! Quando la memoria diviene un marchio, la morte affila la falce.
domenica, 09 novembre 2008

CHI

La mia ragazza oggi ha comprato un libro molto interessante sul Feng Shui: qualcosa del tipo "lo zen e l'arte di arredare casa", tanto per prendere l'argomento molto alla lontana e in maniera molto profana. Scherzi a parte, dopo l'iniziale scetticismo, devo dire che, al di là di certe idee un po' cervellotiche, suggerisce alcuni spunti molto interessanti! Ad esempio, ho finalmente deciso che illuminazione scegliere per la mansarda: niente faretti direzionali, niente lampade a muro o simili! Si è optato per lampade ad incasso per pavimenti, in modo che lo sguardo, assecondando l'andamento del facio luminoso, riceva una sensazione di movimento verticale e di elevazione: ottima soluzione per ambienti con un tetto basso! Geniale.

Fatto sta che, tra le righe, ho trovato questa rivelazione: pare che gli ambienti con tetto spiovente stimolino la creatività perchè la piramide è una forma che polarizza il CHI!

Chi?

Cosa?

Chi cosa?

Eh?

Cos'è questo CHI?

Ah!!! Non lo so bene: penso sia una specie di energia interiore o qualcosa del genere!

Il punto è un altro: dev'essere questa la ragione per cui, ogni volta che studio in mansarda (cioè sempre) vengo preso d'assedio da una torma di pensieri assurdi! Nell'ordine:
  1. Mi sono messo in testa di costruire una serie di scaffali scorrevoli con mensole frontali e laterali per sfruttare meglio lo spazio della mansarda (medesima), riducendone il senso di dispersione e rendendo più confortevole l'area abitabile (traducasi: là dove non si prende una craniata pazzesca anche piegati a 90°).
  2. Comprare delle campane eoliche da mettere in terrazzo.
  3. Poichè l'idea sub punto 2 mi è stata soffiata dai vicini della palazzina antistante, costruire un flauto eolico con sistema direzionale (vi prego, non chiamate il manicomio).
  4. Poichè la follia dà assuefazione, costruire un segnavento, a forma di aeroplano, costituito da:
    • girandola collegata a ruota dentata interna alla fusoliera (motore);
    • albero a gomiti collegato al motore tramite ruota dentata;
    • pilota con gambe snodate collegate all'albero a gomiti;
    • ali snodate collegate all'albero a gomiti da cordicelle o fil di ferro;
    • timone segnavento.
    Il risultato di tutta questa elucubrazione meccanica dovrebbe essere un aereoplanino segnavento in cui sembri che il pilota, pedalando, azioni ali ed elica, mentre scorazza per i quattro angoli del cielo! (Forse è il caso che chiamiate veramente il manicomio!)
  5. Compiere vari esperimenti di grafica con Gimp.
  6. Scrivere post di vario tema o dar vita a gruppi di varia natura (su Facebook!).
Che sia veramente il CHI con le piramidi? O che sia il preludio a qualcosa di più grave?
venerdì, 17 ottobre 2008

parole di prima classe

Finalmente qualcosa di sensato! Come al solito, la convinzione nelle proprie idee non dipende da quanti sono coloro che le condividono: però fa sempre piacere scoprire di non essere soli! Soprattutto in certi casi!
postato da demiurgo77 alle ore 21:04 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: italia, politica, soddisfazioni, commenti sul mondo


venerdì, 17 ottobre 2008

Hazymaze Island

Non sono narcisista, non sono così solo e privo di risorse da avere un bisogno vitale di chattare con altri blogger, non mi interessa vedere il cervellino con gli occhiali da sole tra i top nine...

Ma, visto che ho pubblicato il blog; visto che, tra il non avere mezzi e avere mezzi che non funzionano, scelgo la prima; visto che non so più quante volte ho aggiornato java... Ecco, non mi dispiacerebbe veder lavorare la chat a dovere!

Splinderlords, quando tornate dai Caraibi?

postato da demiurgo77 alle ore 16:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sfoghi, blog, domande


BLOG di:

Utente: demiurgo77
Sono un inquieto, un'anima in pena... Ma solo questo tormento mi da gioia! Negli stessi fiumi sono e non sono! E se Polemos è padre di tutte le cose, io certo non sono il suo figlio primogenito; sicuramente il prediletto!


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